Album di guerra

Album di guerra
I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona

domenica 31 luglio 2011

I partigiani carnici ricordati a Rattendorf, in Austria

Un momento della commemorazione

Non è certamente una cosa comune, ma in una chiesetta austriaca è collocata una targa a ricordo dei partigiani italiani. Accade nella “Scotti – chapelle”, una chiesetta a breve distanza dalla malga di Rattendorfer Alm, nella zona di Hermagor, a pochi chilometri dal confine italiano.
A far collocare la targa è stato Heinrich Lackner, che – ragazzo -  si trovava in malga nel luglio 1944, quando vide transitare i componenti di bande nazifasciste, che si  erano travestiti da partigiani, e li vide ritornare dopo aver ucciso dei pastori sul versante italiano, a malga Lanza. Un paio di giorno dopo, Lackner vide arrivare i partigiani italiani sulle tracce della controbanda, li vide assaltare e incendiare il posto doganale, radunare i pastori presenti in malga e mandarli verso il confine italiano… C’era in tutti la paura che i partigiani volessero vendicarsi … invece il comandante del gruppo ha portato gli austriaci a vedere le vittime della controbanda e poi, dicendo loro “Noi non ci comportiamo come i nazisti”, li ha lasciati liberi di ritornare indietro. 
La Malga di Rattendorfer Alm
Heinrich Lackner ha conservato per anni il ricordo di quell’episodio e aveva espresso il desiderio di incontrare quel comandante partigiano. Le ricerche storiche di Pieri Stefanutti e Dino Ariis hanno consentito poi di individuare nel distaccamento garibaldino “Gramsci” la formazione interessata e a identificare, con ogni probabilità, nel “comandante Augusto”  (Carlo Bellina) il partigiano. Così Lackner, due anni fa, ha fatto collocare nella chiesetta di Rattendorf una targa a ricordo del Comandante Augusto (deceduto da diversi anni) e dei suoi compagni.
L'omaggio dell'Anpi alla targa partigiana

mercoledì 27 luglio 2011

Commemorazione dei partigiani carnici a Rattendorf Alm, in Austria

Significativa manifestazione, Domenica 31 luglio, alle 11, a Rattendorf Alm, una malga austriaca a pochi chilometri dal confine, oltre Cason di Lanza, sopra Paularo. L' incontro alla malga  di Rattendorf  è stato indetto per commemorare il "comandante Augusto" ovvero il partigiano Carlo Bellina  e i suoi compagni del distaccamento garibaldino "Gramsci" che, nei giorni delle incursioni della controbanda nazista (luglio 1944) che seminarono lutti tra i pastori carnici, seppero trattare con rispetto i valligiani austriaci, rinunciando a rappresaglie. La commemorazione è stata indetta per la prima volta due anni fa per iniziativa di Heinrich Lackner, allora un ragazzo testimone dei fatti e del comportamento partigiano il quale, assieme agli abitanti del villaggio di Rattendorf, ha voluto collocare nella chiesetta della località una targa a ricordo dell'avvenimento. Nella commemorazione di domenica è prevista la partecipazione di partigiani ed antifascisti dalla Carinzia, dall'Italia e dalla Slovenia.
H. Lackner  accanto alla targa che ricorda il "comandante Augusto" (foto P. Stefanutti)
La malga è accessibile da Rattendorf , nei pressi di Hermagor ( superato Hermagor si incontra un paesino che si chiama Jenig, entrando a Jenig si raggiunge il villaggio di Rattendorf, da lì alla malga c'è una strada forestale ma transitabile comodamente) . Chi è interessato può venire direttamente in malga dal versante austriaco oppure, a piedi, da Malga Lanza (circa un'ora di cammino).
Se il tempo è brutto il tutto viene rinviato, per questo, chi desidera venire è meglio che si tenga in stretto contatto con i riferimenti e-mail e telefonino.

Chi volesse partecipare può contattare  Dino Ariis, all’indirizzo e-mail  n@nn-media-eu  o al numero 339.5726882

domenica 24 luglio 2011

Iniziano le riprese del film sulla Libera Repubblica di Carnia

S’intitola come tutto il progetto dell’Università di Udine e della Regione Friuli Venezia Giulia, ovvero “Carnia 1944. Le radici della libertà e della democrazia”, ed è un film che sarà girato – dal 24 luglio all’8 agosto” – in Carnia e in altre zone montane che fecero parte della “Zona libera”.
La produzione è firmata da “CinemaTeatroEden” associazione culturale, Università di Udine (Dipartimento di Scienze umane – CePo-Centro Polifunzionale di Pordenone – Laboratorio ReMoTe) e Comune di Ampezzo con il contributo di Regione, Fondazione CRUP, Comunità Montana della Carnia, Coopca di Tolmezzo, Secab di Paluzza, Mediocredito FVG e in collaborazione con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione”. La regia e il montaggio sono di Marco Rossitti, la sceneggiatura di Carlo Tolazzi, il coordinamento scientifico di Andrea Zannini; direttore della fotografia Bruno Beltramini, scenografia e costumi Andrea Stanisci, storyboard Emanuele Barison, musiche Teho Teardo, suono in presa diretta e sound design Francesco Morosini, aiuto regia Marco D’Agostini, assistente di regia Marina Ornella. Tra gli interpreti troviamo: Leonardo Zanier (Attilio), Riccardo Maranzana (il professore/il partigiano Aulo Magrini), Massimo Somaglino (Libero), Fabiano Fantini (sindaco di Ampezzo), Maurizio Fanin (parroco di Forni di Sotto), Giulio Magrini (se stesso), Claudia Grimaz (moglie di Aulo Magrini); inoltre saranno impegnati quindici studenti di scuola media scelti in diversi istituti della Carnia, sette allievi-attori della Civica Accademia d’Arte drammatica “Nico Pepe” di Udine.
La sceneggiatura del film tiene conto dell’esigenza di realizzare un prodotto adatto alla divulgazione giovanile e scolastica della storia della Repubblica della Carnia. Una scolaresca, dopo aver ascoltato in classe il racconto dei tragici fatti del 1944 da parte di un vecchio partigiano, viene accompagnata da un insegnante sui luoghi che videro svolgersi i fatti salienti della Repubblica Libera. In una sorta di flash-back, in ogni luogo vengono rievocati quei fatti e vengono delineate le figure che ne furono protagoniste e le situazioni fondamentali per la realizzazione di un significativo capitolo della Resistenza italiana al nazifascismo. Avvicinandosi ai luoghi e ascoltando le spiegazioni dell’insegnante, i ragazzi non solo prendono coscienza di quanto sia stata importante l’esperienza della Repubblica Libera come anticipatrice dei fondamentali della Costituzione Italiana, ma elaborano anche emozioni, suggestioni e immedesimazioni che forniscono poi gli escamotage per corredare la narrazione storica di numerosi inserti di ricostruzione, utili a trasportare gli spettatori nella drammaticità dei fatti narrati. “Le riprese, al 90 per cento ‘girate’ in esterni, daranno modo al film – dice il regista Rossitti – di mettere in evidenza e di valorizzare l’ambiente naturale della Carnia e della montagna friulana e di dare risalto a scorci e angoli molto suggestivi presenti nei vari paesi, assumendo così anche una dimensione di promozione del territorio”


Comunicato apparso sul sito Carnia.La:
http://carnia.la/2011/07/20/carnia-1944-le-radici-della-liberta-e-della-democrazia-cominciano-le-riprese-del-film-sulla-zona-libera-partigiana/

giovedì 21 luglio 2011

Al via le commemorazioni degli eccidi in Val del But nel 1944


Oggi
si ricorda
l’eccidio
di Pramosio

"Il Gazzettino" Giovedì 21 Luglio 2011
PALUZZA (d.z.) Prenderanno avvio questa mattina alle ore 10.30 a Malga Pramosio con una Santa Messa, le celebrazioni in ricordo dell'eccidio della Valle del But, giunte al 67^ anniversario. In serata invece presso la «Cjase da Int» di Cercivento ci sarà la proiezione del documentario storico «Malga Pramosio, 21 luglio 1944» di Dino Ariis, 2° classificato al Premio Leggimontagna 2010, che fa giustizia di certe «ricostruzioni storiche» giudicate false circa l'eccidio da parte di bande nazifasciste, travestiti da partigiani, di cittadini inermi della valle. Aris porta testimonianze dirette e indirette anche di testimoni austriaci che confermano la versione ufficiale, contestata da alcuni «revisionisti». Venerdì alle ore 20.30 alla «Cjasa da Vicinia» di Ravascletto invece andrà in scena la rappresentazione «Garibaldini sempre» di Vanni De Lucia, con Vanni e Antonio De Lucia. Sabato 23 alle ore 21 a Treppo Carnico presso la Galleria d'Arte Moderna «Enrico De Cilla» ci sarà il concerto del Fvg Gospel Choir. Domenica il clou delle manifestazioni con alle 10.15 a Sutrio la deposizione della corona d'alloro presso il Ponte sul Bût e l'Inaugurazione della scultura commemorativa dal titolo «Per le mamme carniche». Alle ore 11 infine a Paluzza la deposizione della corona d'alloro presso la lapide in piazza XXI - XXII luglio ed i discorsi di rito dei sindaci, del Commissario della Comunità montana della Carnia, del Presidente Provinciale dell'Anpi con la relazione del professor Andrea Zannini. Alle ore 20.30 di nuovo a Sutrio presso la Sala Parrocchiale per la Rappresentazione teatrale «Al museo une gnot» a cura dell'Accademia Sperimentale della Carnia con la regia di Alessandro Mistichelli.

martedì 12 luglio 2011

Un piano per recuperare le fortificazioni del Vallo Alpino


David Zanirato
La Carnia riscopre
il Vallo del Littorio

Martedì 12 Luglio 2011, Il Gazzettino
Prosegue in Carnia la riscoperta degli sbarramenti del Vallo Alpino del Littorio, creati negli anni Quaranta per controllare e difendere i confini d'Italia da potenziali invasori, da Ventimiglia a Fiume, secondo i dettami dell'allora Capo di Stato Maggiore Rodolfo Graziani. Il Comune di Preone, in collaborazione con l'impresa Co.Ge.P. di Renato Paschini e con il contributo del progettista Sergio Silvestri dell'Associazione "X Regio", danno l'appuntamento per venerdì 22 luglio con l'inaugurazione della postazione militare n. 1 del Vallo Alpino, posta alla confluenza del fiume Tagliamento e il torrente Lumiei, che è stata oggetto di recente di un intervento di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio dell'architettura fortificata, in località Tas Vals a Preone. Alle 18 a Palazzo Lupieri ci sarà la presentazione multimediale degli interventi e il dibattito; a seguire alle 19 presso il sito fortificato ci sarà la visita guidata. «Il successo che ha già coronato l'intervento di valorizzazione storico-turistica culturale delle fortificazioni del Vallo Alpino a Villa Santina dal 2005 ad oggi, e che ha portato centinaia di turisti e visitatori a riscoprirne le bellezze naturali - commenta Silvestri - reca in sè anche il merito di aver dato paternità ad altri interventi di valorizzazione che oggi sempre in maggior numero interessano nuovi comprensori di questa bella e non sempre conosciuta zona della regione». Oltre agli sbarramenti 51 e 52 di Villa Santina in questi anni si sono recuperati anche quelli di Comeglians dove ci sono 7 fortificazioni tra le frazioni di Runchia e Povolaro (sbarramento 34), importanti all'epoca perchè poste alla confluenza tra il torrente Degano e il Rio Margò; poi a Paluzza (sbarramento 7) nelle zone del Moscardo, di Timau, di Naunina; infine a Cavazzo Carnico (sbarramenti 58 e 63), una quarantina di fortificazioni poste sul Monte Festa, in quello che era il nodo cruciale alla confluenza tra il Fella e il Tagliamento. Per quanto riguarda l'intervento di Preone nel dettaglio ci sono stati il ripristino delle strutture murarie interne, la protezione e recupero delle pareti esterne, l'inserimento dell'illuminazione nelle vie d'esodo, il ripristino delle chiusure con porte disegnate secondo i dettami dell'epoca.

lunedì 11 luglio 2011

Eccidi del 1944 in Pramosio e Val del But: il programma delle commemorazioni


L'Anpi provinciale ha reso noto il fitto calendario delle commemorazioni degli eccidi avvenuti in Malga Pramosio e lungo la Valle del But tra il 21 ed il 22 luglio 1944:


COMUNITÀ MONTANA DELLA CARNIA
COMUNI DELLA VALLE DEL BÛT
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

67° ANNIVERSARIO
dell’eccidio della Valle del Bût


PROGRAMMA

GIOVEDI 21 LUGLIO 2011
Ore 10.30 PRAMOSIO
S. Messa nella cappella della malga in suffragio
delle vittime dell’eccidio del 1944

Ore 11.30 Saluto delle Autorità
Ore 20.30 CERCIVENTO
presso la “Cjase da Int”
Proiezione del documentario storico
“Malga Pramosio, 21 luglio 1944” di Dino Ariis,
2° classificato al Premio Leggimontagna 2010
Saluto del Sindaco Dario De Alti

VENERDI 22 LUGLIO 2011
Ore 20.30 RAVASCLETTO
Presso la “Cjasa da Vicinia”
Rappresentazione “Garibaldini sempre”
di Vanni De Lucia, con Vanni e Antonio De Lucia
Saluto del Sindaco Flavio De Stalis

SABATO 23 LUGLIO 2011
Ore 21.00 TREPPO CARNICO
Galleria d’Arte Moderna “Enrico De Cilla”
F.V.G. GOSPEL CHOIR
concerto per i 150 anni dell’Unità d’Italia
Saluto del Sindaco Maurizia Plos

DOMENICA 24 LUGLIO 2011
Ore 10.15 SUTRIO
Deposizione corona d’alloro presso il Ponte sul Bût
Inaugurazione scultura commemorativa
dal titolo “Per le mamme carniche”
Saluto del Sindaco Sergio Straulino
Ore 11.00 PALUZZA
Deposizione corona d’alloro
presso la lapide in piazza XXI - XXII luglio
Saluto del Sindaco Elia Vezzi
Saluto del Commissario Straordinario della Comunità
Montana della Carnia
Giovanni Battista Somma
Saluto del Presidente Provinciale dell’A.N.P.I.
Federico Vincenti
Relatore: prof. Andrea Zannini
Ore 20.30 SUTRIO
Sala Parrocchiale
Rappresentazione teatrale “Al museo… une gnot”
a cura dell’Accademia Sperimentale della Carnia
Regia di Alessandro Mistichelli
Saluto del Sindaco Sergio Straulino

domenica 10 luglio 2011

Sul "Gazzettino" le "storie di cosacchi" di Leonardo Zanier

Il  "Gazzettino" del 10 luglio dedica le due pagine della rubrica "Frontiere" al libro di Leonardo Zanier Carnia/Kosakenland/Kazackaja Zemlja, la riedizione del libro uscito nel 1995, arricchito da una postfazione di Mario Rigoni Stern. Nella presentazione si sottolinea come "scritto in friulano carnico e italiano, il libro non ha smarrito nulla della sua originaria energia storica e narrativa"; vengono poi proposte alcune pagine introduttive scritte da Zanier nel volume. Tra la documentazione fotografica del libro, il Gazzettino ha selezionato alcune immagini  tra le quali quelle dei cosacchi in posa "tal curtîl da Gjata"  a Cavazzo nel 1945 e quelle della visita della delegazione cosacca nella chiesa di Alesso nel mese di giugno dell'anno scorso.

venerdì 8 luglio 2011

I cosacchi in Carnia nella ricostruzione di Primo De Lazzari

Primo De Lazzari, partigiano e qualificato storico della Resistenza,  cura  un Blog  (http://delazzariprimonomebocia.blogspot.com/) espressamente finalizzato a "spiegare la Resistenza" e raccogliere le relative domande dei giovani. Dalle tante interessanti pagine del Blog, segnaliamo una sintesi sull'esperienza dell'occupazione cosacca in Carnia.



Nell’estate del ‘44 i tedeschi fanno arrivare in Carnia oltre ventimila militari collaborazionisti, provenienti dalla Russia e dal Caucaso. Sono cosacchi del Don,del Terek e del Kuban, georgiani,musulmani ceceni,daghestani,calmucchi,kabardini,ingusci,osseti, accompagnati da intere famiglie e parenti vari.
La Carnia diventa il Kosakenland in Nord Italien ; questa la denominazione coniata direttamente dai tedeschi. Il Kosakenland è occupato totalmente dalla Ruskaja Osvobotelnaja Armia, pittoresca ma feroce accolita di disperati in fuga su carriaggi agricoli,trainati da cammelli e dromedari,con 6000 cavalli e bovini al seguito. Li comandano gli Atamani (generali) Piotr Nikolajevic Krasnoff e Mikail Salamakin. Vestono divise con fogge diverse, armati di mitragliatrici pesanti e cannoni. Numerosi paesi debbono evacuare gli abitanti,cedendo case,pascoli baite,boschi ai nuovi arrivati tra i quali c’è anche una strana regina ossequiata da notabili, ufficiali, pope e muezzin. Si tratta per lo più di militari scarsamente disciplinati,esuberanti che inscenano balli improvvisati sulle piazze, spesso con abbondanti libagioni, aggressivi nella repressione di ogni opposizione dei nativi e negli attacchi alle formazioni partigiane friulane.Danno anche alle fiamme baite, fienili,rifugi sequestrando cibarie,animali,legname,ortaggi. Un vero flagello, documentano storici e cronisti.

lunedì 4 luglio 2011

Un monumento a ricordo dei partigiani fucilati a Pordenone


UN MONUMENTO A RICORDO DEI PARTIGIANI FUCILATI
   
Nell’ex Caserma Franco Martelli in Via Montereale  a Pordenone è stato  inaugurato un Monumento alla memoria partigiana.
 
Il monumento è  dedicato  a  Franco Martelli, Rinaldo Azzano, Olivo Chiarot, Davide D’Agnolo, Ferruccio Gava, Agostino Mestre, Giacobbe Perosa, Pietro Pigat, Edoardo Ruffo ed Elli Vello, i dieci partigiani  fucilati dai nazisti e fascisti  tra il novembre 1944 e gennaio 19 45.
L’Anpi provinciale, l’Apo , con il contributo del Comune di Pordenone e dela Fondazione CRUP hanno realizzato  questo luogo della memoria  dove  è stato collocato il Monumento progettato dal professor Mario Rossi, partigiano “Fiamma” che ricorda coloro che morirono per la libertà e la democrazia.
Il programma  ha previsto  l’incontro sul luogo alle 10.30 cui  sono seguiti gli interventi dei sindaci di Pordenone ed  Azzano Decimo  e del presidente della Provincia. Testimonianze  sono state portate dal Giuseppe Giust , presidente onorario e Mario Bettoli, presidente entrambi  dell’Anpi provinciale,  e da Cesare Marzona  presidente dell’Apo di Udine. L’orazione ufficiale in rappresentanza dell’Api nazionale  è stata pronunciata da Ilio Muraca, generale di Corpo d’Armata e Cavaliere di Gran Croce.
Nella  presentazione del volume sul monumento alla resistenza l'allora  Sindaco Sergio Bolzonello ricorda che  .. “nel cortile della caserma in cui vennero trucidati, tra il novembre del ’44 e il gennaio del ’45, il maggiore Franco Martelli e 9 giovani partigiani, sorge ora, per iniziativa dell’ANPI provinciale in collaborazione con l’APO, un luogo della memoria a ricordo imperituro dei caduti della libertà e della democrazia. La forma adottata è quella di un monumento e mai, come in questo caso, la parola “monumento” nel suo significato etimologico di ammonire e ricordare, appare tanto indicata per definire nel contempo il ripudio della guerra e delle dittature e l’insegnamento dei valori di libertà e di democrazia.
Questo monumento, - prosegue il Sindaco - realizzato da Mario Rossi, nasce da un impulso morale e civile di vecchi partigiani e delle istituzioni democratiche, ma è stato idealmente edificato dalle Italiane e dagli Italiani di ogni credo politico e appartenenza sociale che, all’indomani dell’8 settembre, intrapresero il loro cammino di lotta e di sacrificio che per molte vite si concluse tragicamente. Da quel sangue e da quelle vite spezzate il nostro Paese, che per un ventennio conobbe l’onta della dittatura e fu scaraventato in una guerra sanguinosa e luttuosa, alleato di un regime tra i più nefasti della storia, conobbe la sua risurrezione, riacquistò la sua libertà e democrazia perdute ed entrò da Paese rispettato nel consesso delle Nazioni libere.
Questo luogo non è “contro” chicchessia, ma è “per” promuovere e favorire gli eterni e immutabili valori di pace, giustizia e libertà che sono riassunti nella Carta Costituzionale.
Conclude  ricordando che  -  “ soprattutto per i giovani e per tutti coloro che chiedono dove essa sia nata, rispondiamo con Pietro Calamandrei: - questa Carta è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione -.

http://www.fvgnotizie.it/attualita/un-monumento-a-ricordo-dei-partigiani-fucilati, rid. e adat.)

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