Album di guerra

Album di guerra
I Partigiani del Battaglione "Prealpi" a Gemona

mercoledì 26 febbraio 2014

Addio al Cid, "partigiano a vita"

Addio,  Cid. Lo si vedeva passare per Bordano, dove aveva scelto di abitare, poteva capitare al massimo, negli ultimi anni, di vederlo spingersi in bicicletta fino a Gemona... Persona schiva, riservata. Dava confidenza a pochi. In pochi sapevano del suo passato di comandante partigiano. Tra quei pochi, però, attraverso complicati percorsi, ci sono persone di rilievo nel mondo culturale, da Danilo De Marco a Pierluigi Cappello, da Peter Handke ad Erri De Luca.
E proprio Erri De Luca ha tracciato un profilo assai significativo di Sergio il Cid:

El Cid (foto Danilo De Marco)
La faccia di Sergio è una foto segnaletica del 1900. C’è la mappa dei bivacchi in montagna, uomini saliti a decimare e a farsi decimare, comandanti a vent’anni.
Il fuoco è il compagno dei partigiani, il fumo è la spia che li denuncia.
Si impara a fare un fuoco senza fumo, legna secca, senza foglia.
S’impara a togliersi le spie dal pelo. S’impara a disperdere le tracce, a marciare di notte, a sistemare una carica esplosiva, a organizzare un’imboscata a partire dalla via di fuga.
Il 1900 è stata la piú grande scuola di guerra per truppe irregolari.
La faccia di Sergio è scritta.
Gli operai hanno spesso gli occhi stretti, con intorno un reticolo di rughe cresciute come filo spinato a protezione delle pupille. Vengono da lavori che alzano polvere, fumo, schegge. Gli operai si riparano stringendo gli occhi nelle ore di turno.
I partigiani hanno gli occhi al servizio delle orecchie, pronti a voltarsi, a calcolare al volo.
Hanno febbre d’insonnia. Sergio è rimasto partigiano a vita. La guerra si prolungò per lui con l’esilio per non essersi fermato il 25 aprile del’45. Si era arruolato da solo salendo in montagna, non si faceva sciogliere da un atto ufficiale. La fine della guerra era soltanto la sconfitta militare e dei nazisti e dei fascisti, ma la vittoria dei partigiani non era arrivata. Era stata interrotta.
Sergio da allora è partigiano a vita. Non si è pacificato con nessun potere costituito, la repubblica era solo meno peggio dell’infame monarchia.
La faccia di Sergio è andata a piedi tutta la vita. Si è fatto la barba con la neve, i suoi occhi hanno un infrarosso che illumina il cuore di un uomo e lo fruga senza bisogno di fare domande.
Sergio non si sbaglia: di fronte a un’alternativa sceglie sicuro la più scomoda.
A una tavola lascia che gli altri si servano prima, in una discussione ascolta e poi prende in giro con un paio di occhiatacce quello che l’ha sparata grossa, ha dichiarato il punto che non ha. Sergio è il nostro capostipite, un vicolo cieco.
Dietro di lui si chiude il nostro 1900, il secolo più lungo della storia. (Erri De Luca)


I funerali del Cid (Sergio Cocetta) verranno celebrati venerdì 28 alle 14.30 a Bordano.

Maggiori dettagli sulla sua figura:
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2014/02/26/news/addio-a-sergio-cocetta-il-partigiano-cid-1.8744981 

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